Il calore viene trasmesso per irraggiamento, evitando così la movimentazione dell'aria: ciò fa si che la polvere rimanga depositata sul pavimento senza spargersi sui mobili. Inoltre l'impianto di riscaldamento a pavimento elimina l'umidità dalle pareti e dal pavimento, fonte di acari e muffe.
No, il problema a cui si fa riferimento era legato alla cattiva progettazione ed installazione dei primi impianti realizzati nei decenni addietro. Le temperature a cui funzionavano tali impianti erano particolarmente elevate, portando i problemi di gambe gonfie. Attualmente gli impianti funzionano in bassa temperatura, ed è stato largamente dimostrato che questa soluzione non porta assolutamente problemi di circolazione sanguigna. In particolare la normativa UNI EN 1264,attualmente in vigore, impone un limite di 29°C di temperatura superficiale della pavimentazione in zone occupate; la temperatura può salire fino a 32°C in zone marginali.
L'impianto a pannelli radianti non occupa spazio in quanto rimane nascosto all'interno del massetto. In fase di progettazione sarà esclusivamente necessario individuare una porzione di parte in cui alloggiare la cassetta portacollettore. Per quanto riguarda gli spessori necessari nel massetto l'impianto a pannelli occupa un minimo 6-7cm, in base al sistema utilizzato.
L'isolante serve come supporto alle serpentine, a cui vengono saldamente fissate tramite delle graffe. Inoltre serve per ridurre al massimo la dispersione di calore verso il basso, che andrebbe quindi persa. Interposto tra l'isolante e la tubazione viene posto un foglio termoriflettente (Termoflux), il cui scopo è riflettere verso l'alto il calore, riducendo l'inerzia termica ed aumentando il più possibile il calore ceduto dall'impianto a pavimento con l'ambiente da scaldare.
In base all'edifico, alle sue caratteristiche ed alle necessità richieste viene individuato il passo di posa, ovvero l'interasse tra una tubazione e l'altra. Valutata quindi l'area dell'impianto viene calcolata la tubazione necessaria. Di norma si tende a mantenere un passo 10/15 cm nelle abitazioni, 20/30 cm nei capannoni.
Si, la normativa UNI EN 1264 del 10/1999. Questa normativa definisce, nelle sue 4 parti, il metodo di dimensionamento di un'impianto a pannelli in riscaldamento. E' attualmente in studio la parte 5 riguardante il rafferscamento a pavimento. Pantherm sta dando il suo contributo allo sviluppo di questa nuova normativa.
L'impianto a pannelli radianti a pavimento può esser sfruttato anche in estate per raffrescare. Non si avrà però un'effetto condizionatore, bensì un'abbattimento di temperatura fino a 25-26°C in base all'edificio. In mancanza di metodi di dimensionamento normati, si può indicare la resa in raffrescamento dell'impianto attorno il 30-35% della resa del medesimo impianto in riscaldamento. Per raffrescare sarà necessario un controllo della temperatura superficiale del pavimento per evitare la formazione di condensa. Sarà inoltre necessario deumidificare l'ambiente con un semplice deumidificatore a soffitto o a parete.
L'impianto è fattibile. Nel caso di grandi carici sopra il massetto verrà aumentato lo spessore dello stesso, irrobustito con la posa all'interno di reti elettrosaldate. Si può inoltre utilizzare un pannello isolante a densità elevata, che può resistere a carichi maggiori. L'elevata altezza del capannone non apporta problemi al funzionamento dell'impianto, poichè l'impianto radiante a pavimento fornisce calore ad altezza uomo. Per fornire la massima resa viene utilizzata una tubazione di diametro maggiorato (20x2 mm) con passo di posa di 15/20/30 cm in base alle necessità. Così come nei normali edifici è possibile predisporre il raffrescamento anche nei capannoni, migliorando la vivibilità dell'ambiente di lavoro.
Lo spazio minimo necessario per un'impianto di riscaldamento a pavimento Pantherm è di cm 6. Questo spessore viene ricavato con l'utilizzo di un pannello ultraribassato, formato da 13 strati di materiale isolante e termoriflettente. I soli 7 mm di pannello equivalgono a ben 40 mm di un normale pannello isolante. Nel caso lo spazio a disposizione sia minore, Pantherm propone sistemi di riscaldamento a parete/soffitto.
Sul sistema di riscaldamento a pavimento si possono applicare tutti quei rivestimenti che non siano isolanti: materiali tipo moquette, gomma e linoleum vanno ad ridurre notevolmente le capacità dell'impianto a pavimento. Lo stesso legno, quindi in particolare il parquette, va ad isolare l'impianto, compromettendone la funzionalità. Si consiglia quindi in fase di progettazione di parlare con un tecnico per definire adeguatamente il rivestimento della pavimentazione.
Il sistema di riscaldamento a pavimento è la soluzione ottimale sotto tutti i profili. Bisogna infatti considerare che l'impianto comprende al suo interno anche l'isolamento del pavimento, che migliora la resa energertica dell'edificio. Inoltre l'impianto a pavimento sfrutta basse temperature di mandata, 35/40°C, che permettono di aver costi di gestione ridotti. Tali temperature sono inoltre compatibili con le caldaie ad alto rendimento, abbattendo ancor più i costi di funzionamento dell'impianto. Le basse temperature d'esercizio permettono di integrare la caldaia con fonti rinnovabili, quali geotermia e collettori solari.